Commenti degli esperti
Il disegno di legge delega non recepisce nessuno degli obiettivi formulati dagli studiosi per riformare il sistema previdenziale e gli strumenti indicati per raggiungere gli obiettivi posti suscitano dubbi sulla loro efficacia:
- Gli incentivi proposti per il contenimento della spesa previdenziale puntano a convincere il lavoratore a continuare l'attività lavorativa, ma, sulla base dell'esperienza passata, non vi è motivo per credere che riuscirà nel proprio intento.
- Il conferimento obbligatorio a fondo pensione del TFR e la concessione di ulteriori benefici fiscali comportano la rinuncia da parte dell'erario a introiti fiscali che potrebbero essere destinati ad altre finalità.
- La riduzione degli oneri contributivi per i nuovi assunti incentiverà l'occupazione ma al prezzo di ridurre le entrate contributive e di introdurre instabilità finanziaria.
Quindi a fronte di maggiori risparmi e maggiori entrate sono previste anche minori entrate (per la previdenza complementare e per i nuovi assunti).
E' probabile che i risparmi, compreso l'aumento contributivo a carico delle Collaborazioni Coordinate e Continuative, non siano sufficienti a coprire tutti gli oneri, né lascino spazio per ulteriori riduzioni del costo del lavoro.
Elsa Fornero su "Il Sole 24 Ore": 26/1/2002, "Delega senza certezze per le pensioni"
(con il prof. O. Castellino) (10 KB);
Elsa Fornero su "Il Sole 24 ore": 13/1/2002, "Pensioni: con la delega timidi ritocchi" (10 KB);
Elsa Fornero su "Il Sole 24 ore": 22/12/ 2001, "Direzione giusta, mezzi incerti" (10 KB)
Una valutazione più approfondita sul disegno di legge delega e alcune proposte di riforma si trovano in:
E. Fornero e O. Castellino (Università di Torino e CERP)
"La delega al Governo in materia previdenziale: una valutazione" ( --> DOCUMENTO MANCANTE)
Secondo la Ragioneria Generale dello Stato per alcune norme della riforma della previdenza non è chiara la copertura finanziaria.
Tra queste la decontribuzione per i nuovi assunti e il divieto di cumulo.
"Monorchio: la riforma delle pensioni ha un "baco" (7 KB);"Pensioni, le perplessità di Monorchio valgono 18 mila mld" (10 KB)
Secondo il presidente dell'Inps l'aumento dell'aliquota dei lavoratori parasubordinati previsto dalla delega del Governo sulla riforma pensioni non basterà a coprire il buco che si creerà nei conti dell'ente se si taglieranno i contributi per i neo assunti
Paci: "Il taglio dei contributi allarga buco dei conti" (7 KB)
Una riforma che scontenta e non risana
Alla luce dei risultati della verifica della Commissione Brambilla sulla riforma Dini del 1995, il disegno di legge delega appare incoerente con le riforme realizzate e con la stessa mancata riforma del primo governo Berlusconi nel 1994 ("confezionata" in modo "punitivo" nei confronti delle pensioni di anzianità).
Inoltre non contiene i correttivi necessari a sanare gli squilibri evidenziati dalla Commissione Brambilla.
E' una riforma che genera scontento e non risana finanziariamente il sistema previdenziale.
Articolo di Elsa Fornero tratto da "Il Sole 24 ore" del 26/04/2002, "Il coraggio che manca" (10 KB)
La verità sulle pensioni
Il Ministro Maroni ha inviato al Parlamento un rapporto nel quale contraddice tutte le assicurazioni fatte negli ultimi tempi dal suo ministero e da Palazzo Chigi: la spesa pensionistica non può rimanere stabile rispetto al PIL se non ci sarà una crescita media reale di quest'ultimo pari almeno al 2,2% all'anno nel prossimo decennio.
Le mirabolanti previsioni economiche del Governo si sono rivelate un atto di irresponsabilità e di demagogia ed ora si ripropone per intero il problema della spesa pensionistica e del debito pubblico.
Riportiamo l'analisi che del problema ha fatto Massimo Riva su "La Repubblica" del 17 Agosto. (10 KB)